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NovitàTrascrizione
00:00Vignarca, benvenuto. Buongiorno a voi, grazie dell'invito. Vignarca è coordinatore delle
00:20campagne della rete italiana Pace e Disarmo, è stato anche promotore e coordinatore di
00:25Control Arms per la richiesta di un trattato internazionale sul commercio di armamenti,
00:30poi approvato dall'ONU e entrato in vigore nel 2014. Ha fatto anche parte della campagna per
00:36la messa al bando delle armi nucleari, insegnita nel 2017 del Premio Nobel per la Pace, ma voglio
00:43anche citare il suo ultimo libro che è Disarmo nucleare, è l'ora di mettere al bando le armi
00:49nucleari, prima che sia troppo tardi, edito da altre economie. Vorrei partire proprio da questo,
00:57perché con la presa di distanza degli Stati Uniti dall'Europa, possiamo dire che l'arma
01:04nucleare sia tornata di moda. Sembra che anche per alcuni Stati, cito per esempio la Polonia,
01:11ma anche la Francia che offre un ombrello nucleare per l'Europa, questo deterrente sta
01:17diventando un'opzione necessaria, ma lo è veramente? No, in realtà se si andasse in
01:25questa direzione aumenterebbe l'insicurezza, aumenterebbero le problematicità e probabilmente
01:30i conflitti. Due elementi, primo io non credo che comunque gli Stati Uniti stiano abbandonando
01:36l'Europa, forse abbandonano la difesa dell'Europa, ma loro sono presenti qui più che altro per la
01:41loro proiezione militare e non tanto per difendere noi, altrimenti appunto se davvero fosse concreta
01:48questo abbandono dell'Europa, noi vedremo le centinaia di basi, le decine di migliaia di
01:52soldati non essere più nel nostro continente. Questa continua ripresa della minaccia nucleare,
01:58che ovviamente non è solo occidentale, pensiamo alle minacce espresse da Putin e Medevede negli
02:02ultimi anni, le minacce di Israele negli ultimi mesi, è problematica e dà ragione a noi,
02:07alle campagne internazionali che vorrebbero mettere al bando queste armi quando dicevamo
02:11che non era un problema risolto e invece ci dicevano ma no ormai solo cinque paesi ce le
02:16hanno ufficialmente, quattro non ufficialmente, è tutto sotto controllo. Purtroppo le armi nucleari
02:20hanno un pericolo, un impatto così grave che possono essere messe sotto controllo solo in
02:25un modo, eliminandole completamente. Invece la campagna contro il nucleare sta perdendo vigore
02:32oppure diciamo in questo momento diciamo così si risveglia e torna di nuovo al centro del dibattito?
02:40Noi stiamo continuando a lavorare, io all'inizio di marzo sono stato a New York per la conferenza
02:45degli stati parte del trattato che ormai ha 75 paesi aderenti e 94 firmatari, vuol dire che
02:51sta sempre di più crescendo nei confronti dei paesi e delle comunità colpite, delle opinioni
02:56pubbliche, di coloro che sanno che si prenderebbero in testa una guerra nucleare come tutti noi perché
03:01una guerra nucleare porterebbe probabilmente all'estinzione dell'umanità. C'è questo vigore
03:06nella ripresa e nella sottolineatura che quanto meno esiste un'alternativa. Ecco noi abbiamo
03:10costruito con il trattato TPNW, intratto in vigore nel 2021 e firmato e votato nel 2017,
03:17almeno l'esistenza di un'alternativa. Chiunque sa che c'è questo problema non può dire sarebbe
03:22bello mettere al bando ma non sappiamo come fare. Il trattato dice come fare in maniera concreta.
03:27Senta l'Europa ha fatto diciamo una scelta di campo, bisogna riarmarsi ad ogni costo anche a
03:35costo di tagliare il welfare e dietro dicevamo c'è Trump, l'abbiamo citato prima, che chiede
03:41il 5% del PIL in armi e però voglio dire la Polonia è già al 4,7% per dire. Tanti stati
03:50sono d'accordo su questo riarmo, compresa l'Italia, ma esiste un'alternativa a questa
03:56strada? Sì, anche perché questa strada non è percorribile. Non ci hanno mai detto perché il
04:022%, poi il 3,5, poi il 5% del PIL dovrebbe essere una cosa che ci garantisce la sicurezza. È solo
04:08fatto per alzare la spesa militare e soprattutto per alzare la scuota in armamenti di spesa militare,
04:13che è quella che è cresciuta in maniera veramente drammatica negli ultimi tempi. Pensiamo che
04:17l'Italia ormai il 40% della spesa militare va in nuove armi, ma non c'è un motivo. Anzi,
04:24è il contrario. Negli ultimi 25 anni, dall'inizio del secolo, le spese militari mondiali sono
04:28raddoppiate in termini costanti, quindi paragonabili, eppure abbiamo un mondo con
04:32più guerre, più morti civili nelle guerre, più insicurezza. Forse bisognerebbe invertire la rotta
04:39ed è per questo che noi proprio dal 10 aprile al 10 maggio, come campagna internazionale contro
04:43le spese militari e ferma il riarmo, che è la branca italiana di questa campagna, faremo un
04:48mese di mobilitazione. Attenzione, è importante anche sottolineare che questa strada non solo
04:53sarebbe da percorrere perché ovviamente crea più insicurezza che altro, ma perché è impossibile
04:58farlo, soprattutto per un paese come l'Italia. 5% del PIL, ripeto, nemmeno spiegato dal punto
05:04di vista militare, vorrebbe dire 120-130 miliardi di euro all'anno in spesa militare. Oggi siamo a
05:1032, dove li troviamo altri 100 miliardi in più in maniera costruttiva, costante, e soprattutto
05:15per cosa li impieghiamo? Non avremmo spazio nemmeno per ottenere tutti i carri armati,
05:20gli aerei, le navi che bisognerebbe comprare. Ecco, bisognerebbe invece percorrere una strada
05:25diversa di sicurezza condivisa e globale. Francesco Zipoli, economista dell'ACA Foscari,
05:34a questo proposito, parla di crisi dell'economia UE e cita per esempio l'Automotive, che dice
05:41viene usata contro la transizione ecologica per sostenere la conversione bellica. Ecco,
05:47quello che io le chiedo è se noi siamo già in un'economia di guerra. Non lo siamo ancora del
05:52tutto fortunatamente, c'è ancora il tempo a mio parere per cambiare rotta davvero. Di sicuro
05:57quello che vediamo sono le sirene di coloro che sostengono gli interessi di questo comparto
06:02militare industriale finanziario, perché dietro c'è la grande finanza che è la padrona vera di
06:07tutte le grandi industrie militari, ma senza un senso reale, senza un vantaggio per tutti. E
06:12quello che viene fatto in questi giorni è anche riproporre la tematica economica. Beh,
06:16investire in armi ci porta quantomeno un po' di benessere, ci porta quantomeno un po' di ritorno.
06:21Non è vero, tutti gli studi dagli Stati Uniti all'Europa e anche sull'Italia,
06:24che abbiamo fatto con Greenpeace, con Sbilanciamoci come rete pace e disarmo,
06:27dimostrano che l'investimento in armi è quello con un minor ritorno economico,
06:32minor ritorno di posti di lavoro. Se vogliamo davvero far ripartire l'economia europea,
06:37rafforzarla, possiamo investire in tante altre cose, nell'ecologia, nell'ambiente,
06:43nella sanità, nella scuola, nelle energie rinnovabili, in tante altre cose anche dal
06:50punto di vista industriale che ci porterebbero un maggior vantaggio e soprattutto non contribuirebbero
06:55a costruire strumenti di morte, strumenti armati che poi finiscono ad essere utilizzati nei conflitti.
07:01Certo, la cultura della pace invece è finita, anche se bisogna dire che le resistenze nell'opinione
07:08pubblica insomma sembra che resistano, ci siano ancora, lo vediamo, insomma tanti sondaggi ci
07:13dicono che comunque l'ipotesi del riarmo della guerra non è propriamente ben accolto. L'Europa
07:22secondo lei sta abdicando ai principi stessi per cui è nata, cioè la coesione tra i popoli,
07:31della pace, della stabilità, la democrazia. Sì, purtroppo sì, i governanti europei stanno
07:37andando in quella direzione ammagliati dalle sirene appunto degli interessi armati ed è
07:42importante invece sottolineare che proprio perché l'Europa ha scommesso su qualcosa di diverso dal
07:47riarmarsi, che è riuscita a diventare un continente per buone parti in pace. Noi lo
07:53diamo per scontato che gli stati europei non si facciano la guerra ma per secoli è stato così e
07:58solo quando si è messo in comune quello che si aveva e per cui prima magari si litigava e si
08:04confliggeva siamo riusciti a fare un passo avanti. Tornare indietro non solo comporterebbe un
08:09contributo negativo alla sicurezza globale ma potrebbe anche portare davvero a un problema
08:14di ritorno della guerra tra gli stati europei. È vero che nell'opinione pubblica, soprattutto
08:20italiana, molto di più che nelle altre opinioni pubbliche del nostro continente, c'è comunque una
08:25resistenza di idea pacifista, idea non violenta. Ho appena fatto un'intervista anche con Le Monde
08:31che ne ha parlato perché è strano. Probabilmente dipende dalla tradizione culturale del nostro
08:36paese e da tutta una serie di concause ma noi dobbiamo ripartire da quello e soprattutto dobbiamo
08:39chiedere anche che non ci sia quel gap di democrazia per cui le opinioni pubbliche in
08:44Italia e in Europa chiedono più pace, più controllo degli armamenti, più disarmo e invece i governi
08:49vanno nella direzione opposta. Le faccio un'ultima domanda riguardo diciamo un elemento
08:55che è sempre stato diciamo almeno negli ultimi decenni diciamo così al centro, il tentativo di
09:01dirimere appunto le controversie che è quello della diplomazia che invece in questo momento
09:05sembra scomparso anche se paradossalmente Trump almeno per quanto riguarda il conflitto
09:14ucraino sembra averla rimessa in campo. Voglio però citarle Rosy Bindi che avverte, dice che
09:23è necessario distinguersi dai pacifisti strumentali ecco insomma ci viene facile
09:29pensare che anche in questo caso ci siano delle strumentalizzazioni pensiamo
09:35per esempio anche al come dire al diverso approccio che si ha nei confronti della guerra
09:40israelo-palestinese. Che lettura si può fare ecco su questo punto? Io concordo sul fatto che non
09:48perché qualcuno c'è in questo momento magari sta cercando un cessate il fuoco sia da considerarsi
09:52un vero operatore di pace io non credo che Trump sia un pacifista non credo che Putin siano pacifisti
09:57apprezzo il fatto che si stia cercando di cessare il fuoco perché questo è il primo elemento che
10:02permette poi di costruire una vera pace ma non possiamo festeggiare Trump come l'uomo che porta
10:07la pace perché in realtà sta facendo solo gli interessi nemmeno degli stati uniti secondo me
10:11ma di quel comparto quella parte quella classe statunitense diciamo padrona dal punto di vista
10:17anche dei miliardi che ha a disposizione ecco quindi bisogna saper distinguere il fatto che
10:24ovviamente fermare la guerra è un punto fondamentale dal risultato finale quello non è il risultato
10:30finale noi pensiamo una pace positiva cioè non solo l'assenza di guerra ma una presenza di diritti
10:35per tutti di democrazia e quindi ovviamente anche un cessate il fuoco non sarebbe la soluzione finale
10:41e bisognerebbe da lì ripartire devo dire che è importante poi sottolineare che da un lato c'è la
10:48democrazia ma chiedo scusa la diplomazia ma la democrazia per funzionare ha bisogno di un contesto
10:53di regole ha bisogno di un diritto internazionale che funzioni altrimenti chi può stabilire cosa è
10:58giusto cosa è sbagliato cosa è positivo cosa è ecco cosa va in una direzione giusta e quindi
11:04purtroppo un altro degli errori storici dell'europa in questo periodo è proprio che con il doppio
11:08standard continuo che continua ad applicare avete giustamente citato la situazione a gaza
11:12rispetto a quella in ucraina si sta contribuendo a devastare e a distruggere il diritto internazionale
11:17e a quel punto senza norme senza diritto davvero si va verso la legge del più forte cosa che non
11:23è accettabile soprattutto perché la legge più forte cosa calpesta soprattutto la vita il futuro
11:28la dignità dei popoli