• l’altro ieri
Trascrizione
00:00Ringrazio vivamente il magnifico lettore professor Riccardo Zucchi e il senato
00:29dell'Università di Pisa. Ringrazio inoltre il presidente Paolo Ghezzi, presidente della
00:40associazione dei laureati di Ateneo di Pisa. Io ho un ricordo indelebile dell'Università
00:57di Pisa e di Pisa. Già quando ho scelto di trasferirmi a Pisa per studiare ingegneria,
01:07lo feci in base alla fama veritata che aveva l'Università di Pisa sia in Italia e forse
01:19anche nel mondo. Dopo la frequenza era una fama ben meritata perché io ho un ricordo
01:33indelebile sia degli studi sia dell'organizzazione dell'Università. Ricordo tanto che dopo
01:44poi ho iniziato la professione, mi sono sposato, ho avuto figli, due delle mie figlie
01:51volevano studiare lettere e allora io gli ho consigliato di iscriversi a Pisa per la fama
02:02che aveva dell'Università più preparata d'Italia. Infatti sono laureati entrambi a Pisa.
02:15Mi piace ricordare anche l'amico fraterno ingegner Fausto Borgessi col quale abbiamo
02:24studiato sempre assieme e ci siamo laureati nello stesso giorno. Purtroppo mancato che
02:31non aveva ancora compiuto 60 anni, che nella sua vita oltre a fare l'ingegnere è stato
02:40anche sindaco dell'Università di Nuovo. Lo ricordo sempre con grandissimo affetto,
02:48purtroppo ci ha lasciato troppo giorni. Per la mia professione io dopo la laurea ho cominciato,
03:01ho sempre insegnato perché ero amante dell'insegnamento, per me l'insegnamento era
03:05fondamentale. Prima della laurea in ingegneria insegnavo matematica perché avevo conseguito la
03:15laurea in matematica nel 1944 e poi dopo la laurea in ingegneria invece ho avuto incarichi quasi
03:30interrotti nell'Istituto Geometri della città di Nuovo dove insegnavo topografia fino alla
03:44pensione. Nell'attività professionale ho fatto soprattutto progetti e direzioni di
03:57lavori di opere stradali eccetera, ma l'opera, il progetto e l'opera che più ricordo con piacere
04:07anche per l'importanza dell'opera stessa è un tronco stradale dell'Abralta Nuoro-Urbia,
04:18un tronco molto impegnativo dal bivio di Prato Sardo al bivio di Barreghi di 12 chilometri che
04:28si svolge lungo il cui tracciato si svolge lungo un costone molto accettato tanto che sono stati
04:37necessari 17 viadotti di cui due lunghe oltre 300 metri e costituiti da due carreggiate
04:52parallele ma separate per cui si potevano utilizzare separatamente l'una con l'altra
05:01e in questo tratto di strada sono stati necessari una galleria naturale subito dopo Prato Sardo e
05:14poi una galleria artificiale per evitare, per proteggere la strada da un costone troppo non
05:24molto sicuro dal punto di vista geologico. E' stata costruita, io ho fatto il progetto di Massimo,
05:35il progetto esecutivo e il direttore dei lavori fino al collaudo e si può dire che in poco più
05:41di 12 anni è stato fatto tutto dal progetto all'esecuzione dei lavori per fortuna allora
05:50era finanziata dalla cassa per mezzogiorno che non doveva avere troppe pastorie burocratiche e
05:59quindi molto spesso i problemi li pronunciavo per telefono con l'ingegnere della cassa che
06:06seguiva i lavori e praticamente gli spiegavo di che cosa si trattava quando dovevo fare qualche
06:13perizia di supplettivo o di variante, mi dava l'autorezzazione a procedere e io facevo subito
06:20la e quindi praticamente mandavo subito direttamente il progetto che mi veniva una
06:26volta approvato senza interruzione dei lavori stessi. Quindi abbiamo potuto costruire questo
06:34trucco in soli 12 anni cosa che oggi con le pastorie burocratiche ne farebbe il richiesto più
06:45del doppio e poi altre cose, ho fatto di tutto, pognature, strade. Ringrazio ancora per questo
07:00riconoscimento che avete voluto accordarmi, sono onorato di riceverlo in una giornata così
07:08importante per questa università, la consegna del prestigioso premio del cherubino, saluto
07:19tutti i presenti e auguro a tutti una buona giornata.

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